24174651_909436869218637_1901107648093092495_nIeri a New York ho incontrato l’Ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite, Sebastiano Cardi. Questo nuovo appuntamento con l’Ambasciatore segue il primo, avvenuto circa un anno fa e sempre a New York. Già allora rappresentai a Cardi il difficile problema della fabbrica di bombe in Sardegna. Armi confezionate nella nostra Isola dalla RWM (succursale di una multinazionale tedesca, la Rheinmetall) che vengono poi rivendute ai Paesi dell’Arabia Saudita e utilizzate, fra gli altri, nel conflitto in Yemen, teatro di guerra in cui la coalizione Saudita agisce in assenza di consenso da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ho consegnato all’Ambasciatore una lettera firmata da comitati, associazioni e cittadini che chiedono la riconversione della fabbrica in una attività che ASSICURI LAVORO, ma con scopi e organizzazione diversi. Cambiare il corso di alcune situazioni che spesso sembrano immutabili è una possibilità reale. La consapevolezza di poterlo fare davvero, invece, passa per le azioni concrete; le uniche che possano portare a dei risultati.

La speranza quindi, ancora una volta, è che voce dei cittadini che ho deciso di portare anche nei palazzi di New York possa fungere da leva per scardinare finalmente un sistema che, oltre a non essere eticamente sostenibile poiché foraggia le azioni atroci delle guerre, incide negativamente sulla vocazione di un bellissimo territorio come quello della nostra Isola e vede ancora oggi troppi lavoratori costretti a cedere, per legittima necessità, al ricatto occupazionale.

L’elenco delle associazioni che hanno firmato la lettera:

Assotziu Consumadoris
Sardegna Pulita
SOS Sardegna
Confederazione Sindacale Sarda
Movimento dei Focolari ITALIA
Comitato per la Riconversione della RWM

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