15317917_713862355442757_544435698866281972_nLa settimana scorsa, nella intensa tre giorni a Washington con la Delegazione Ue-Usa, uno degli incontri più interessanti è stato senza dubbio quello al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, l’istituzione paragonabile al nostro Ministero degli Esteri. Da sempre la politica estera statunitense rappresenta uno dei punti-guida sui quali si giocano non soltanto la reputazione e l’andamento della Presidenza di turno, ma anche e più spesso gli equilibri del mondo e le sorti geopolitiche in aree molto difficili. Al meeting di Washington abbiamo avuto modo di affrontare diverse tematiche.
EVOLUZIONE DIGITALE: il mondo è cambiato da quando c’è stato l’avvento di quella che molti definisco la “rivoluzione digitale”. Un passaggio cruciale che ogni giorno possiamo vedere tutti noi cittadini coi nostri occhi, ma anche un metodo che ha portato decisivi cambiamenti nelle dinamiche delle relazioni tra Stati del mondo e nella protezione dei dati. Il caso Snowden, lo spionaggio digitale che ha coinvolto di recente anche gli stessi Usa e la Russia, ma anche il modo in cui il digitale incide nell’ottica dei rapporti commerciali tra i diversi Paesi, sono solo alcuni degli esempi di cui si è discusso a Washington.
LA RUSSIA: Per quanto sia lontana l’epoca della Guerra fredda in cui le due superpotenze Usa e Russia si contendevano la leadership del mondo, tutt’oggi i rapporti tra i due Stati restano difficili. Al Dipartimento di Stato sono molte le aspettative e le preoccupazioni che agiranno su questo fronte in attesa della Presidenza Trump.

Insieme a Hoyt Brian Yee, esperto di Europa ed Eurasia al Dipartimento di Stato americano e relatore, nell'incontro di Delegazione, per le questioni legate a Balcani ed Est Europa.

Insieme a Hoyt Brian Yee, esperto di Europa ed Eurasia al Dipartimento di Stato americano e relatore, nell’incontro di Delegazione, per le questioni legate a Balcani ed Est Europa.

I BALCANI: Un’altra questione che sta a cuore agli Usa è quella dei Paesi che fanno parte dei Balcani. Aree che hanno vissuto in passato momenti come la guerra in Kosovo e che rappresentano tutt’ora un punto delicato per la geopolitica mondiale nonostante l’ingresso – per alcune già avvenuto, per altre in via di adesione – di alcune di esse nell’area euro.
LE SANZIONI: Delicatissimo anche il tema delle sanzioni, e sempre in riferimento alla Russia. Il Dipartimento di Stato Usa ha fino a oggi imposto sanzioni finanziarie e commerciali al Paese guidato da Putin per via della sua posizione sul’Ucraina e per dissuadere il tycoon dalle sue mosse in Siria, ma si presume che adesso con Trump forse le cose cambieranno.
LA TURCHIA: Un altro contesto di criticità per gli americani è senza dubbio quello turco. Nel Paese a guida di un sempre più oltranzista Erdogan ormai le azioni del Pkk si moltiplicano e anche i recenti attentati a sud del Paese contro alcuni cittadini statunitensi hanno portato pochi giorni fa proprio il Dipartimento di Stato a diramare un comunicato che invita le persone con passaporto americano a non recarsi in special modo nella zona sudest del Paese.

Insieme all'Ambasciatore Daniel Fried, Coordinatore per le policy sulle sanzioni al Dipartimento di Stato americano

Insieme all’Ambasciatore Daniel Fried, Coordinatore per le policy sulle sanzioni al Dipartimento di Stato americano

TERRORISMO E FOREIGN FIGHTERS: Dopo la ferita al cuore degli Stati Uniti e dell’Occidente col terribile attacco dell’11 settembre 2001 che tutti conserveremo per sempre nella memoria, anche in Europa abbiamo dovuto iniziare a fare i conti con il terrorismo e ad abituarci alla parola “foreign fighters”. Tra il Dipartimento di Stato americano e l’Ue è iniziata da tempo una collaborazione, soprattutto per quanto riguarda l’individuazione dei personaggi legati agli attacchi sia negli Usa che in Europa. La creazione di un database comune per la lotta al terrorismo è stato uno dei punti più caldi del dibattito.

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