15036574_701745216654471_3429374541374916159_nRifiuti, voti e camorra. Sarebbe questa l’equazione alla base della condanna arrivata ieri sera dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per Nicola Cosentino, ex sottosegretario del Pdl e a lungo figura di rilievo della politica campana. Secondo i magistrati Cosentino sarebbe stato il REFERENTE POLITICO DEI CASALESI dal 1980 al 2005 (“la monnezza è oro”, in Campania il clan si avvicina alla gestione dei rifiuti poiché vengono considerati “oro”). Il patto tra Cosentino e il clan del casertano sarebbe consistito in uno SCAMBIO DI VOTI PER OTTENERE APPALTI NEL SETTORE DEI RIFIUTI. “Eco4 song’io” (“sono io”, riferito alla società di rifiuti) avrebbe detto l’ex parlamentare a uno degli uomini del boss Bidognetti. Così, dopo 140 udienze la giustizia italiana è arrivata alle sue conclusioni. Al di là dello sconcerto, quello che emerge ancora una volta è il quadro di una realtà fatta di crimini – il più delle volte accompagnati anche da DISASTRI AMBIENTALI – a cui la vecchia POLITICA, IMPUNEMENTE e per troppi anni, ha lasciato CARTA BIANCA! Del resto fino al 2013 Cosentino ha goduto dei privilegi legati alla sua immunità parlamentare, più che utilizzata abusata come mezzo per “salvare” l’ex deputato del PDL.

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