anQuesta mattina nel corso della riunione della Commissione AGRI si è discusso di un report di cui sono relatrice ombra e che riguarda il tema della facilitazione dell’accesso alle terre per gli agricoltori. A che punto siamo in Europa su questo obiettivo? Purtroppo il mercato agricolo europeo si ritrova sempre a dover fare i conti con difficoltà di una politica che è stata finora piuttosto miope sulla tutela delle esigenze degli operatori del settore.

PERCHÉ FACILITARE L’ACCESSO ALLE TERRE? Garantire la possibilità di accesso alle terre da parte degli agricoltori è importante per due ordini di motivi:
1) Perché rappresenta un incentivo non indifferente per i nostri giovani. Una azione virtuosa che spingerebbe i nuovi agricoltori a dirigersi verso progetti e sistemi basati su un tipo di agricoltura sostenibile e rispettosa della biodiversità. Senza sottovalutare, a tale proposito, anche gli effetti benefici che ciò avrebbe in termini di contenimento della crisi occupazionale, soprattutto se si guarda ad alcune fasce di età e ad alcune zone del nostro Continente.
2) Perché avrebbe conseguenze positive per la riduzione del fenomeno dell’accaparramento delle terre da parte dell’industria. Un sistema che fino a oggi purtroppo ha prevalso in molti dei nostri Stati e che ha portato danni alla collettività intera. Del resto i dati riguardanti questa problematica parlano da soli: si stima che in Europa il 3% delle grandi industrie detenga il 50% delle terre coltivabili. A questo metodo non possiamo che opporci: con le loro speculazioni, i colossi industriali agiscono non soltanto a discapito dei veri agricoltori, ma anche della nostra terra che, anziché essere destinata alla coltivazione e alla produzione del cibo, viene sfruttata per altri scopi che recano profitto a poche persone o a compagnie internazionali. Senza contare il problema legato alla pratica fin troppo in uso dell’ammasso di terre con le quali si mira ad ottenere fondi europei, sfuggendo poi ai controlli sulla vera destinazione degli appezzamenti per cui si erano ricevuti i finanziamenti.

LE CONSEGUENZE DELL’ATTIVITÀ INDUSTRIALE SULLE NOSTRE TERRE: Degrado e inquinamento dei terreni, stravolgimento della vocazione agricola delle terre e contaminazioni delle falde acquifere, sono soltanto alcuni degli esempi di uno scempio che abbiamo il compito di fermare e che, come accade troppo spesso in Italia e nella nostra Isola, ogni giorno taglia le gambe ai cittadini che si vedono portare via la terra in cambio di pochi spiccioli.

COSA POSSIAMO E COSA DOBBIAMO FARE: Cambiare le cose ed essere parte attiva di questo cambiamento.
A volte la soluzione più logica è anche quella più efficiente: restituiamo la terra a chi sa come trattarla!

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