us1TTIP, ELEZIONI USA E PROSPETTIVE NEL DIALOGO TRA USA E UE IN VISTA DEL VOTO DI NOVEMBRE. UN INCONTRO PER ENTRARE NEL VIVO DELLA POLITICA STATUNITENSE

Questa mattina ho partecipato, come membro della delegazione ufficiale Ue-Usa, ad un incontro con l’ambasciatore Ue presso gli Stati Uniti, David O’Sullivan, e una giornalista della Cnn, cronista di politica interna statunitense per l’emittente. Dopo due mandati a guida Obama, a novembre i cittadini americani decideranno se a capo di una delle Nazioni più grandi e potenti del mondo dovrà andare la democratica Hillary Clinton o il discusso magnate di imprenditoria e finanza, il repubblicano Donald Trump. E’ stato interessante discutere di come si stia orientando l’elettorato statunitense e dei cambiamenti “demografici” che si stanno sviluppando al suo interno. Altrettanto utile è stato relazionarsi sul rapporto tra Stati Uniti e Ue e sulle prospettive di cambiamento riguardo al Ttip, il Trattato di libero scambio che negli ultimi giorni ha visto l’opposizione di Stati membri europei – fino all’altro ieri favorevolissimi – e che a nostro avviso porterebbe a noi cittadini del Continente soltanto svantaggi. Ma ecco le domande che ho posto questa mattina durante l’incontro e la sintesi delle risposte:

– RIGUARDO AL TTIP, IN CHE MODO CAMBIERÀ LA POSIZIONE STATUNITENSE UNA VOLTA ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE ALLE ELEZIONI DI NOVEMBRE?
Sui negoziati del Ttip la situazione dei due candidati alla Presidenza è, ad oggi, piuttosto opaca. Se da una parte la Clinton, già Segretario di stato dell’amministrazione Obama, fu tra le maggiori fautrici dell’avvio dell’accordo di libero scambio con L’Ue, di recente le sue posizioni si sono piuttosto mitigate e hanno fatto pensare a una vera e propria inversione a u, l’attendibilità della quale andrà comunque verificata nel caso di una eventuale vittoria. Il candidato repubblicano Donald Trump invece, improntato per definizione a una politica commerciale più protezionista, sembra non gradire il Ttip così come negoziato fino a oggi. C’è dunque una grande incertezza su quale sarà la direzione che, in un caso e nell’altro, verrà presa dal futuro Presidente Usa.

us2– IN CHE MODO GLI STATI UNITI CAMBIERANNO O HANNO GIÀ CAMBIATO IL MODO DI INTERLOQUIRE CON LA GRAN BRETAGNA, SOPRATTUTTO A LIVELLO DI POLITICHE COMMERCIALI, DOPO BREXIT?
L’opinione pubblica americana ha seguito con partecipazione le vicende della Brexit dello scorso giugno. Nella dinamica generale del rapporto tra Usa e Gran Bretagna, nulla è cambiato e i rapporti, inclusi quelli commerciali, continuano a restare ottimi.

– CI SONO DEI CAMBIAMENTI NELL’ELETTORATO STATUNITENSE, NELLA SUA COMPOSIZIONE DEMOGRAFICA E/O ETNICA, RISPETTO ALLE ELEZIONI PRECEDENTI?
Questa campagna elettorale, rispetto alle precedenti, si sta caratterizzando per una sorta di mancanza di empatia di ambo i candidati rispetto all’elettorato giovane e afroamericano. Sui giovani americani in particolare, abituati ormai a informarsi e a orientare le proprie idee e scelte attraverso le informazioni apprese della rete e dei social network, né Clinton né Trump stanno facendo presa. Resta dunque un grande interrogativo sul tema del voto e su come si orienteranno le scelte della maggior parte di loro a novembre. Su tutta la campagna elettorale in corso una cosa è certa: la partita è apertissima e l’imperativo è il “day by day”.

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