ttttttTTIP, A SOSTENERE IL TRATTATO SCELLERATO CON GLI USA E’ RIMASTA SOLO L’ITALIA

In vista del prossimo 16 settembre, quando i ministri europei del commercio degli Stati membri si riuniranno a Bratislava per un maxi-vertice, sale già a due il numero degli Stati che hanno messo uno stop al Ttip, il trattato di libero scambio che Ue e Usa stanno negoziando e che è già arrivato al quattordicesimo round. Dopo il vice cancelliere e ministro dell’Economia tedesco, infatti, è stata la volta del vice-ministro del Commercio Estero francese, Matthias Fekl, che ha affermato che l’accordo “non ha più il nostro sostegno politico”. Parole pesanti, che vanno nella direzione che noi avevamo indicato dalla prima ora, e cioè che in un’ottica di apertura totale dei mercati, a perderci saremmo stati soltanto noi cittadini europei, tanto in termini economici, che di salute e benessere. E non soltanto nel settore alimentare, ma in ognuno degli ambiti che il Trattato dovrebbe andare a coprire. Del resto lo stesso componente del governo di Hollande ha ammesso che “gli americani non concedono niente o soltanto delle briciole, non è così che gli alleati dovrebbero negoziare”. In questo quadretto di marce indietro clamorose, “strano ma vero”, uno dei pochi Paesi che continua a sostenere la bontà del Ttip è il nostro. Motivo? Gli Usa ci permetterebbero di potenziare il nostro export. Peccato che l’altra faccia della medaglia consisterebbe, giusto per fare un esempio, nel vedere le nostre tavole invase di prodotti ogm, carne clonata e polli al cloro. Peccato che le multinazionali del farmaco, del tabacco, della chimica, avrebbero di fronte a loro praterie e vita facile in deroga agli standard che, a fatica, abbiamo conquistato in anni di battaglie. Cosa aspettano Renzi e i suoi a rendersene conto? O forse la domanda è un’altra: perché NON VOGLIONO rendersene conto?

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