ap1IL PESTICIDA ANTI-ZIKA CHE UCCIDE LE API

L’emergenza legata al virus Zika, partita dal Sudamerica e diffusasi rapidamente anche nel Sud est asiatico, ha spinto anche gli Stati Uniti a prendere provvedimenti cautelativi per evitare l’insorgenza del focolaio negli States. Nel modo sbagliato, però. In South Carolina i pesticidi utilizzati per l’eliminazione dei mosquitos possibili vettori di Zika, stanno di fatto provocando una vera e propria morìa di api. Una specie fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema, per la cui tutela in Europa avevo presentato una istanza alla Commissione. Il caso statunitense però ci spinge a una riflessione, è paradigma di un approccio generalizzato e diffuso anche qui in Europa che potremmo applicare non soltanto a Zika, ma a molti altri casi: perché ogniqualvolta si manifesta un problema di natura ambientale dovuto al diffondersi di un virus piuttosto che alla epidemia di parassiti, si sceglie la strada più breve e si preferisce affidare la soluzione alle multinazionali dei composti chimici, anziché allo studio? Perché continuare a fare quella scelta, se i risultati, in termini di effetti sulla natura, sono quelli – disastrosi – che vediamo? La natura è patrimonio di tutti, non dovremmo lasciare che a lucrarci sopra siano i soliti comitati di affari!

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