cacao1LAVORO MINORILE NELL’INDUSTRIA DEL CACAO: QUALI PASSI IN AVANTI SONO STATI FATTI DALL’ACCORDO INTERNAZIONALE DEL 2011?

In pieno clima natalizio la parte “fortunata” del mondo si appresta, fra le altre cose, a pensare a come imbandire le tavole delle feste. Sicuramente capiterà a tutti noi di consumare del cioccolato o prodotti a base di cacao. Ma sappiamo da dove viene questo delizioso alimento? Probabilmente in pochi sanno che la raccolta delle fave di cacao è un’operazione che prevede la necessità di molta cura e particolare attenzione, data la fragilità della pianta dalla quale il seme deve essere estratto. Nei paesi dell’Africa Occidentale – quelli nei quali la produzione di cacao arriva a coprire oltre il 70% della quantità mondiale – a occuparsi della raccolta sono nientemeno che i bambini. Ragazzi di 15 anni ma anche bimbi che ne hanno compiuti appena 5. Così questi piccoli vivono la loro infanzia in condizioni al limite del sopportabile, con la complicità non sempre “colpevole” di famiglie che, ridotte alla fame, trovano del tutto normale che i propri figli lavorino tra piantagioni di cacao e baracche in cui si procede alla finitura del prodotto. Del resto le commesse delle multinazionali del cacao ai Paesi africani sono enormi e prevedono non solo tempi strettissimi per la consegna dei prodotti, ma anche livelli salariali bassissimi. E’ cosi che si consuma questo che non potremmo non definire “crimine” nei confronti dell’infanzia che abita una certa parte del Pianeta.cacao2
Cosa ha fatto l’Europa per rimediare? A giugno 2011 ha firmato l’accordo internazionale sul cacao mentre nel 2012 ha votato una risoluzione in cui si esprimeva forte preoccupazione per la riduzione in schiavitù dei minori in questo ambito. Ma visto che non possiamo e non dobbiamo permetterci di andare avanti per proclami e operazioni di immediata visibilità – che si rivelano poi fallimentari nel concreto, anche dati gli interessi che i governi occidentali e le multinazionali hanno nel mantenere un certo status quo – ho chiesto alla Commissione Ue con un’istanza a che punto fosse arrivata la tutela di questo particolare settore e se siano stati fatti passi in avanti circa la tracciabilità dei prodotti a base di cacao, il che ci renderebbe tutti più consapevoli della provenienza e delle modalità con le quali questi alimenti sono arrivati sui nostri mercati. Non possiamo più restare a guardare!

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