Ci sono dei soldi, una montagna di soldi, che l’Europa invia alla Sardegna, e che la Sardegna ogni anno fa sparire. O meglio, la politica della Sardegna. Non sono io a dirlo, ma la Corte dei Conti, che ha tirato fuori un dato sconvolgente: 2,3 milioni di euro dei Fondi europei di sviluppo regionale erogati alla nostra bella isola sono stati spesi irregolarmente.

Una cifra astronomica, che invece di finire nei progetti di ricostruzione delle zone alluvionate, al sostegno della nostra agricoltura, allo sviluppo delle piccole e medie imprese, non si sa bene che fine abbia fatto. Così, insieme a Calabria, Campania e Toscana, siamo stati inseriti nel faldone “frodi e irregolarità”.

Il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, ha delineato un quadro assai preoccupante:

Il fenomeno delle irregolarità desta allarme, anche in considerazione del fatto che, fra i sistemi di frode utilizzati, è frequente la mancata realizzazione delle attività finanziate, soprattutto nel settore dei contributi pubblici“.

In pratica, tutti comportamenti che vanificano l’obiettivo di incentivare la crescita delle Regioni.

D’altronde dov’è la novità? Io stessa a dicembre ho denunciato pubblicamente lo scandalo dei 100 milioni di fondi Ue spariti nei meandri dell’amministrazione locale della nostra Isola!

La conseguenza naturale di tutta questa vicenda è che, presto o tardi, l’Ue chiuderà i rubinetti. È per questo che fin dall’inizio del mio mandato ho messo la lotta alla frode e alla corruzione nella gestione dei fondi europei al primo posto tra le mie priorità. Avevo tristemente ragione nel segnalare lo schifo che avviene nel passaggio di mano in mano di quel denaro. Un sistema vergognoso a cui dobbiamo dire basta. Tutti insieme, ognuno nel suo ambito di lavoro e con la sua coscienza civica! A partire da Bruxelles, dove stiamo già facendo tutti i passi necessari in questo senso.

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